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aIAT

Antidoping

Di cosa si tratta

L' Autobiographical Implicit Association Test, detto "macchina della memoria", è usato in tribunale per verificare la veridicità di un evento autobiografico.

L’obiettivo di questo strumento non consiste nel valutare se il soggetto stia dicendo la verità o meno, quanto verificare la veridicità di un evento autobiografico, quello che è possibile indagare grazie allo strumento è solo quello che il cervello del soggetto ricorda come veritiero.

​​​Come viene effettuato

L'atleta viene sottoposto a un test online, da eseguire rigorosamente utilizzando una tastiera di un computer, nel quale deve classificare, nel modo più rapido possibile, una serie di frasi che descrivono il ricordo da valutare. Le frasi rappresentano tipicamente una ricostruzione secondo un’ipotesi alternativa (es. assunzione di sostanze dopanti) e una ricostruzione opposta (es. mancata assunzione), ad esempio: “negli ultimi 10 anni ho assunto sostanze vietate” / “negli ultimi 10 anni non ho assunto sostanze vietate”. La metodologia si basa sul presupposto sperimentale secondo cui la memoria "vera" viene riconosciuta in quanto può essere “raggiunta” più velocemente mentre quella "falsa" ha un percorso cerebrale più “tortuoso” che si riflette in un allungamento abnorme dei tempi di reazione.

Dunque l’ a-IAT, usato come tecnica di rilevamento di una bugia, ha una serie di caratteristiche uniche rispetto alle tecniche tradizionali psicofisiologiche di rilevamento o più recenti come la risonanza magnetica funzionale (fMRI). Ad esempio, può essere somministrata rapidamente (10-15 minuti), si basa su un’analisi senza equipaggio (non è necessaria la formazione per l’utente) e richiede attrezzature di bassa tecnologia (un computer standard è sufficiente).

Negli studi di validazione condotti in laboratorio e in contesti applicativi, l’aIAT ha mostrato livelli di accuratezza elevati, generalmente superiori al 90% in condizioni controllate.

Quale è il livello di collaborazione richiesto?

È richiesto un adeguato livello di collaborazione da parte dell’esaminato. Il soggetto deve attenersi alle istruzioni fornite e rispondere alle domande visualizzate sullo schermo con la massima rapidità possibile. La qualità del risultato dipende dalla corretta esecuzione del compito e dal rispetto delle istruzioni operative. E' quindi una tecnica ideale per la valutazione dell'esaminando innocente. Il colpevole invece difficilmente collaborerà, così come solitamente non collabora ad una richiesta di prelievo a sorpresa di materiale biologico, ai fini della rilevazione della presenza di sostanze dopanti. E la mancanza di collaborazione viene rilevata dal sistema.

Le analisi sono basate su interpretazioni soggettive?

No. Le analisi sono algoritmiche e questo significa che ogni consulente di controparte arriverà senza possibilità di dubbio alle medesime conclusioni. La prova pertanto non è influenzata, nella fase di analisi, dall'abilità del consulente che effettua le analisi.

I dati possono essere oggetto di alterazione intenzionale o fortuita prima delle fasi di analisi?

Il file prodotto automaticamente dal programma computerizzato alla fine della prova viene "fotografato" da un apposito algoritmo di sicurezza lo stesso usato per le transazioni bancarie sicure) in modo da garantire l'assenza di manipolazioni. Il risultato finale è una "impronta digitale" del file che ha caratteristiche di unicità. Una modifica, anche minima, del contenuto del file verrebbe immediatamente identificata perché il file non avrebbe più l'impronta digitale originaria rivelando così la manipolazione. Questa procedura consente la verifica dell’integrità del dato originario in ogni momento.

 

La prova è ripetibile?

Si la prova è ripetibile più volte sullo stesso soggetto, preferibilmente a distanza di qualche ora.

 

La metodologia soddisfa i criteri rigidi per la prova scientifica?

I criteri della definizione giuridica di scienza sono definiti nella giurisprudenza americana (criteri Daubert) e sono ripresi, anche se debolmente, dalla giurisprudenza di Cassazione nella sentenza Franzoni. Lo IAT soddisfa pienamente i rigidi criteri Daubert relativamente alla attendibilità e validità della prova scientifica (spendibile anche in sede processuale) per i motivi che seguono:


 

  1. Accettazione da parte della comunità scientifica: se usiamo per verificare l’esistenza di questo criterio, il numero di citazioni, lo IAT è uno dei 3 argomenti più citati della psicologia/psichiatria (vedi ISI-Highly cited che segnala i 3 settori più citati della psichiatria/psicologia e li individua in: bipolar, SSRI e IAT);

  2. Falsificabilità: questo è uno dei criteri popperiani e lo IAT, come tutti i metodi empirici, possiede questa caratteristica;

  3. Percentuale di errore: questo aspetto è noto in tutte le versioni dello IAT, l’accuratezza nella classificazione è molto elevata e è sempre superiore al 92%;

  4. Pubblicazioni peer-reviewed: ovviamente conseguenza di 1.

Possiamo quindi tranquillamente affermare che lo IAT (e lo aIAT) ha un elevato tasso di scientificità, di molto superiore a gran parte di altri metodi della psicologia/psichiatria. Infatti i criteri Daubert sono tanto restrittivi che applicandoli alla lettera ben poco psicologia e psichiatria potrebbero essere considerate valide e quindi spendibili in un processo. Ad esempio, la cosiddetta "perizia psichiatrica" ha una concordanza inter-rater di circa il 55%, certamente non soddisfacente per alcun scopo clinico e forense (secondo Daubert). Tutti i criteri Daubert sono quindi soddisfatti dalla metodologia e conseguentemente possiamo affermare che la stessa soddisfi i più rigidi criteri di ammissibilità della prova scientifica anche in campo giudiziario. A questo proposito teniamo comunque presente che non esiste, nel sistema giudiziario italiano, un criterio preliminare di ammissibilità della prova scientifica come invece esiste nel sistema anglosassone.

 

Metodi alternativi

A nostra conoscenza questa metodologia di indagine degli eventi passati non può essere sostituita da alcuna altra metodologia in termini di validità e precisione. Allo stato attuale delle conoscenze gli unici metodi per verificare l'esistenza di una memoria autobiografica sono quelli basati su applicazioni specifiche del metodo IAT (autobiographical IAT e TARA) e sul Poligrafo, ciascuna con ambiti di applicazione, presupposti e limiti differenti.

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